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Psicologia della sicurezza viaria e della mobilità: ambiti e strumenti di prevenzione
Corso di formazione condotto da Sara Ferraris, Elisabetta Negri e Laura Testa - Associazione Psicologi Associati Sicurezza Stradale - PASS


Presentazione
Negli ultimi anni è stata ampiamente riconosciuta l'importanza dello psicologo negli interventi di prevenzione degli incidenti stradali insieme alla specificità del suo contributo nei progetti di educazione alla sicurezza stradale. Tale riconoscimento deriva dagli studi dei dati relativi alle cause più frequenti degli incidenti stradali, che sottolineano come il fattore umano, ovvero il comportamento degli utenti della strada, ne sia il principale responsabile (alcuni studi lo indicano come causativo del 90% degli incidenti). Anche il dato che indica come in Europa gli incidenti stradali siano la prima causa di morte nei giovani fra i 16 e i 24 anni mette in risalto quanto sia importante lo studio delle modificazioni in base alle fasce di età del comportamento umano relativo alla sicurezza e alla percezione del rischio. In Europa, dove questa specializzazione all'interno delle discipline psicologiche è consolidata da più di 50 anni, operano circa 5000 psicologi specialisti in sicurezza viaria che intervengono in molti ambiti professionali: ricerca di base ed educazione nel settore della sicurezza stradale, campagne/social marketing per la sicurezza stradale, valutazione psicologica dell'idoneità alla guida, corsi di driver improvement, collaborazione alla progettazione di veicoli e di infrastrutture, collaborazione alla progettazione delle reti viarie e della sistemazione dei segnali stradali, partecipazione ai gruppi di studio per la ricerca di soluzioni al problema della mobilità, valutazione dell'impatto sul comportamento di nuove tecnologie (per es.: ABS), partecipazione a gruppi di lavoro per l'elaborazione di nuove leggi sul traffico, consulenza e perizie nei casi di incidente stradale. Gli interventi psicologici nell'ambito della prevenzione degli incidenti sono stati dimostrati essere fra gli strumenti più efficaci per lo svilupparsi di una cultura individuale, familiare e sociale della sicurezza stradale che possa creare, a fianco delle forme di protezione strumentale passiva (casco, cintura di sicurezza, nuove tecnologie di controllo della guida), un'attiva partecipazione dell'utente della strada alla produzione di comportamenti sicuri e protettivi.

Finalità e obiettivi
Il Corso consentirà agli psicologi partecipanti di approfondire l'influenza di alcuni meccanismi psicologici sul comportamento dell'utente della strada con particolare attenzione al loro modificarsi in relazione allo sviluppo e ai cicli di vita e di apprendere strumenti, metodi e criteri per realizzare un efficace intervento preventivo specifico per le diverse fasce di età e i diversi ambiti di attuazione.

Obiettivi:
• Conoscenza delle teorie e dei modelli di psicologia della sicurezza viaria
• Approfondimento dell'influenza del fattore umano nella condotta viaria
• Interpretazione dei comportamenti collegati alla sicurezza stradale in relazione al ciclo di vita dell'individuo
• Comprensione dei meccanismi psicologici di percezione del rischio e di interiorizzazione della norma
• Utilizzo del gruppo quale "veicolo" di sicurezza
• Progettazione, verifica e valutazione di un intervento di educazione alla sicurezza stradale


Accesso
Il seminario è rivolto a psicologi iscritti all'Ordine.

Organizzazione del seminario
Il Seminario, della durata di 25 ore di lezione, si svolgerà da venerdì 5 a domenica 7 maggio 2006 nella sede di Albenga dell' Istituto Europeo di Psicotraumatologia e Stress Management con il seguente programma:

VENERDI 11.00-14.00 15.00-19.30
SABATO 9.00-13.00 14.30-19.30
DOMENICA 9.00-13.00 14.30-17.45


Costi e modalità di iscrizione
Il costo del seminario è di 300€ +IVA per gli esterni e di 150€ +IVA per gli allievi dell'Istituto. Dato che il Seminario è a numero chiuso suggeriamo agli interessati di riservare un posto fin d'ora inviando una mail a segreteria@psicotraumatologia.org o spedendo un fax oppure telefonando allo 0182 590009. L'iscrizione verrà poi formalizzata entro il 28 febbraio 2006 con il pagamento della caparra di 150€.

La segreteria dell'Istituto può fornire a chi dovrà pernottare in loco i nominativi di strutture alberghiere che applicano prezzi convenzionati per gli allievi dei nostri Corsi e Seminari.

Verranno richiesti i crediti ECM.

Educarsi alla resilienza.
Le possibilità di riorganizzazione positiva dell'esperienza dopo un trauma
Seminario condotto da Elena Malaguti


Presentazione
La resilienza può essere definita come la capacità o il processo di far fronte, resistere, integrare, costruire e riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita nonostante l'aver vissuto situazioni difficili che facevano pensare ad un esito negativo. La ferita rimane inscritta nell'animo umano, non si tratta dunque di ometterla negando la parte lesa e l'esperienza dolorosa e destabilizzante, quanto di costruire un percorso di integrazione fra le parti risorsa e limite connaturate all'esperienza umana. Si tratta di un concetto e/o processo che può essere un presupposto ispiratore per psicologi, educatori, insegnanti, genitori, operatori socio-sanitari, e tutte le persone che lavorano sul campo della crisi e dei traumi. Permette di sistematizzare e di mettere in pratica quello che, per intuizione o esperienza, quotidianamente si attua per favorire il benessere di bambine e bambini, giovani e adulti. Richiede di modificare lo sguardo con cui si leggono i fenomeni e di superare un processo di analisi lineare di causa ed effetto.
Comporta per la persona, quando è sottomesso a pressioni, la possibilità di proteggere la sua integrità, di costruirsi e aprirsi delle vie malgrado le circostanze difficili. Questa possibilità esiste sempre in forma latente e può trasformarsi in un processo attivo secondo la storia di ciascuno. La storia dell'umanità è costellata da esempi di gruppi umani e persone che nonostante aver vissuto condizioni e situazioni di vita altamente sfavorevoli (guerre, calamità, lutti, incidenti, separazioni, disabilità…) sono riusciti a resistere, far fronte, trasformare, integrare e costruire una personale e collettiva resilienza.
La lettura delle testimonianze e dei racconti dei sopravvissuti ad esperienze altamente tragiche lo dimostra. La letteratura internazionale ha sistematizzato solo negli anni '80 (si deve ad Emmy Werner il primo studio longitudinale) le ricerche e gli studi sulla capacità o processo di riorganizzazione positiva della vita (definita dagli specialisti resilienza) a dispetto delle esperienze altamente critiche che facevano pensare ad un esito negativo.
È possibile, ciò nonostante, rintracciare riflessioni, studi e ricerche - antesignane alla resilienza – già alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quali i lavori di Anna Freud, di John Bowlby, di Vygotskij, le esperienze di "educazione attiva" di Maria Montessori, Margherita Zoebeli e del Centro Educativo Italo Svizzero di Rimini, di Emmy Pikler e dell'istituto Lockzy e tutti i progetti e percorsi di accoglienza dei bambini sopravvissuti alla guerra, orfani, disabili fra cui il lavoro dei coniugi Alfred e Francoise Brauner. La resilienza propone di non ridurre mai una persona ai suoi problemi ma di dichiarare anche le sue potenzialità. Si tratta di un approccio difficile, non tanto per le azioni che comporta, ma poiché richiede di modificare parte dei presupposti culturali, valoriali e teorici sottesi alla presa in carico e cura: ciascuno deve poter trovare dentro di lui delle soluzioni, ovvero divenire responsabile del suo processo di cambiamento. Questa responsabilità va diretta verso la persona che vive una situazione e condizione di vulnerabilità e verso coloro che esercitano l'azione di cura nell'interazione con l'ambiente. La prospettiva sottesa alla resilienza sembra richiamare, sempre con maggior efficacia, modi possibili per rivisitare i modelli sottesi alle azioni di prevenzione e alle strategie di aiuto, volte al miglioramento della qualità della vita e del benessere della persona o della comunità soggetti a forti pressioni, a stress o abituati a comportamenti nocivi.
In qualità di genitori, educatori, o di persone che hanno scelto per mestiere di occuparsi della salute, dell'accompagnamento, della cura, dell'educazione si è anche portatori di speranza, di gioia e di possibilità al cambiamento. Un cambiamento che comporta una mutua fecondazione ed una capacità di essere in relazione con l'altro per riconoscere e riconoscersi, scoprire e scoprirsi, sognare, immaginare, creare insieme. Affrontare la resilienza implica considerare le interazioni che ognuno ha con la sua famiglia e con l'ambiente familiare, scolare, lavorativo, sociale…
Non si tratta di una caratteristica propria ad una persona, ma piuttosto di un processo dinamico e di una costruzione che si attua nel corso dell'esistenza. Non è, dunque, data e acquisita una volta per tutte, immutabile e definibile. Per sviluppare le determinanti della resilienza quali la capacità alla relazione, le competenze, l'iniziativa, la creatività, la perspicacia, l'autonomia, l'humor, un certo senso morale, il bambino ha bisogno di adulti capaci di creare una relazione di fiducia; adulti che Boris Cyrulnik definisce 'tutori di resilienza'.
Ancora molto è da scoprire ed osservare per meglio comprendere le implicazioni che la resilienza ha sull'azione degli operatori socio–sanitari ed educativi nel lavoro sul campo con adulti, famiglie, adolescenti, bambini e bambine.

Finalità e obiettivi
È possibile raccontare un'altra storia? In quale misura i modelli, le teorie e le prospettive verso cui tende il lavoro di presa in carico e cura contribuiscono a migliorare ed aiutare a riorganizzare positivamente i propri percorsi? Ognuno di noi ha un destino segnato? Il seminario propone di riflettere sulla prospettiva della resilienza, sui fattori di rischio e di protezione sottesi al lavoro di cura al fine di promuovere una cultura della resilienza, personale, di gruppo e comunitaria. Il lavoro teorico ed esperienziale intende aprire un dialogo ed avviare uno scambio permettendo l'intreccio e l'incontro delle personali storie, dei propri riferimenti culturali e presupposti teorici con la prospettiva della resilienza.

Obiettivi:
• Introdurre i partecipanti all'evoluzione del concetto di resilienza attraversando la nozione di trauma, vulnerabilità e relazione di aiuto
• Conoscere le principali articolazioni teoriche sottese alla resilienza: differenti approcci e prospettive di ricerca
• Riflettere intorno ai percorsi possibili per costruire resilienza personale, di gruppo e comunitaria
Incontrare la propria storia, condividere i percorsi con il gruppo e scoprire i fattori di rischio, di protezione
  e di riorganizzazione positiva
• Sperimentare alcune tecniche e metodologie di lavoro volte alla promozione della resilienza

Accesso
Il seminario è aperto a psicologi, psicoterapeuti, pedagogisti, educatori, assistenti sociali, insegnanti e a tutti gli operatori e i professionisti del campo socio-sanitario ed educativo che si trovano a gestire situazioni di emergenza, di crisi, di difficoltà acuta individuale e collettiva.

Organizzazione del seminario
Il Seminario, della durata di 25 ore di lezione, si svolgerà da venerdì 23 a domenica 25 giugno 2006 nella sede di Albenga dell' Istituto Europeo di Psicotraumatologia e Stress Management con il seguente orario:

VENERDI 11.00-14.00 15.00-19.30
SABATO 9.00-13.00 14.30-19.30
DOMENICA 9.00-13.00 14.30-17.45


Costi e modalità di iscrizione
Il costo del seminario è di 300€ per gli esterni e di 150€ per gli allievi dell'Istituto. Dato che il Seminario è a numero chiuso suggeriamo agli interessati di riservare un posto fin d'ora inviando una mail a segreteria@psicotraumatologia.org oppure spedendo un fax o telefonando allo 0182 590009. L'iscrizione verrà poi formalizzata con il pagamento della caparra di 100€.

La segreteria dell'Istituto può fornire a chi dovrà pernottare in loco i nominativi di strutture alberghiere che applicano prezzi convenzionati per gli allievi dei nostri Corsi e Seminari.

Verranno richiesti i crediti ECM.

L'Assistenza psicologica ai familiari nei casi di lutto traumatico.
Un modello operativo integrato
Seminario condotto da Marisa Portoni e Graziella Cavanna


Presentazione
La morte improvvisa di una persona cara è sempre un evento critico che rompe in modo violento il corso normale della vita, provoca uno shock emozionale ed uno stato di emergenza psicologica che destabilizza le capacità di risposta dell'individuo e dei gruppi familiari colpiti.
Adattarsi alla nuova realtà dolorosa richiede molto tempo, tuttavia le persone colpite possono ricevere un beneficio nell'immediato se supportati nella gestione della sofferenza e dell'angoscia generate dal lutto.
L'assistenza psicologica immediata nella fase acuta del lutto diventa quindi importante per sostenere e accompagnare le persone colpite nelle azioni richieste per il riconoscimento e restituzione del familiare deceduto, in particolare nei contesti di emergenza dove il numero delle vittime elevato genera una situazione collettiva di grande dolore ed angoscia.
Al personale che è in contatto con i familiari del deceduto è richiesta una notevole capacità di ausilio nella gestione delle relazioni e delle emozioni suscitate, oltre a dover utilizzare diverse strategie e tecniche per offrire il miglio aiuto possibile in una prassi inevitabile quanto dolorosa.
Dotarsi di una conoscenza delle fasi del lutto e delle sue caratteristiche e di una prassi operativa che integri gli aspetti psicologici alle azioni mediche, medico-legali e funerarie previste, può fornire agli specialisti una base per rispondere nel proprio ruolo in modo adeguato e sempre più qualificato alle attese ed alle necessità che il momento doloroso richiede.

Finalità e obiettivi
Obiettivo dei seminari è fornire ai partecipanti una formazione di base sugli aspetti psicologici del lutto e sull'intervento psicologico ed assistenziale nella sua fase acuta, al fine di acquisire conoscenze e competenze operative per un'assistenza psicosociale ai familiari dall'azione di comunicazione del decessi del congiunto all'attività di identificazione, riconoscimento e restituzione delle salme.

Metodologia
I seminari seguiranno una metodologia attiva e partecipativa, articoleranno i contenuti didattici in una parte teorica ed una di esercitazione attraverso attivazioni ed analisi di situazioni al fine di costruire un modello operativo.

Contenuti
L'assistenza psicosociale ai familiari nella fase acuta del lutto
- La perdita di una persona cara come evento critico
- I motivi per dare assistenza psicosociale ai familiari nelle diverse attività richieste dal decesso di un congiunto in contesti   traumatici e/o di emergenza

Le caratteristiche del processo del lutto
- Le fasi del lutto
- Lutto normale e lutto patologico
- Le complicanze
- Il lutto nel bambino, nell'adolescente, nell'anziano
- Alcuni modelli interpretativi

Concetti chiave per l'assistenza psicologica nella fase acuta del lutto
- Caratteristiche e disposizioni per intervenire in questa fase
- Regole e modalità di approccio

L'assistenza psicosociale nelle attività di comunicazione del decesso, di identificazione, riconoscimento e restituzione delle vittime ai familiari
- Il dispositivo
- Le tecniche d'intervento
- Le strategie d'intervento

Costruzione di un modello operativo per l'assistenza psicosociale nella fase acuta del lutto, integrato alle attività mediche e medico-legali previste nei contesti di morte singola o in emergenza.

Sessione esperienziale avente come obiettivo l'analisi del processo di lutto. La finalità è quella di consentire ai partecipanti di acquisire informazioni e consapevolezza rispetto alle proprie reazioni emotive alla perdita. Allo scopo saranno utilizzate tecniche corporee e di visualizzazione.

Accesso
Psicologi, medici, personale infermieristico ed assistenziale, professionisti ed operatori che, nell'ambito del loro lavoro, si trovano ad affrontare le difficoltà della comunicazione di decesso e dell'accompagnamento delle famiglie nella prima fase del lutto traumatico.

Organizzazione del seminario
Il Seminario, della durata di 25 ore di lezione, si svolgerà da venerdì 7 a domenica 9 luglio 2006 nella sede di Albenga dell' Istituto Europeo di Psicotraumatologia e Stress Management con il seguente orario:

VENERDI 11.00-14.00 15.00-19.30
SABATO 9.00-13.00 14.30-19.30
DOMENICA 9.00-13.00 14.30-17.45


Costi e modalità di iscrizione
Il costo del seminario è di 300€ per gli esterni e di 150€ per gli allievi dell'Istituto. Dato che il Seminario è a numero chiuso suggeriamo agli interessati di riservare un posto fin d'ora inviando una mail a segreteria@psicotraumatologia.org oppure spedendo un fax o telefonando allo 0182 590009. L'iscrizione verrà poi formalizzata con il pagamento della caparra di 100€.

La segreteria dell'Istituto può fornire a chi dovrà pernottare in loco i nominativi di strutture alberghiere che applicano prezzi convenzionati per gli allievi dei nostri Corsi e Seminari.

Verranno richiesti i crediti ECM.